Spesso snobbato e criticato, dalle origini settecentesche al self-publishing contemporaneo il romance continua a dominare il mercato editoriale.
Le regole fondamentali del romanzo rosa
Al di là delle infinite varianti, esistono due pilastri che non vengono mai meno:
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la storia d’amore è il centro della narrazione
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la conclusione deve essere sempre positiva.
Il modello narrativo affonda le radici in racconti archetipici come Amore e Psiche o Cenerentola: abbiamo una protagonista che attraversa ostacoli, conflitti e prove prima di arrivare a una forma di compimento.
Ciò che muta nel tempo è il significato di quella ricompensa finale: se in passato coincideva quasi esclusivamente con il matrimonio o l’unione sentimentale, nella narrativa contemporanea può includere l’autonomia personale, la crescita interiore o la realizzazione professionale. Il lettore, in ogni caso, si aspetta una cosa precisa: uscire dalla storia con una sensazione di pienezza. Questo è il patto implicito del genere più forte e amato.
Approfondiamo insieme la storia e le regole del romanzo rosa per capire meglio come costruire e non tradire questa promessa. Il lettore non cerca solo una storia d’amore: cerca un percorso emotivo coerente, personaggi credibili e una conclusione che restituisca senso a tutto ciò che ha letto.
Perché si chiama “romanzo rosa”
L’espressione “romanzo rosa” è una peculiarità tutta italiana, proprio come “giallo” per il poliziesco. Nei paesi anglosassoni, infatti, il genere è semplicemente chiamato romance.
L’origine del termine “rosa” non è del tutto certa, ma viene generalmente ricondotta a una celebre collana editoriale di Salani, I romanzi della Rosa, pubblicata tra gli anni Venti e Trenta. Si trattava di ristampe di grande successo, riconoscibili per le copertine rosa acceso e il simbolo floreale dorato. Da lì, il colore è diventato un’etichetta di genere, fino a entrare stabilmente nel vocabolario editoriale italiano.
Il genere della critica e dell'amore
Nonostante sia spesso deriso e criticato, il romance ha dimostrato una capacità di adattamento straordinaria. Ha attraversato epoche, ideologie, trasformazioni culturali profonde, riuscendo persino – in alcuni momenti storici – a diventare uno spazio di rottura e provocazione.
Le origini: quando nasce il romanzo rosa
Le storie d’amore esistono da sempre, ma la nascita del romance viene fatta coincidere con Pamela di Samuel Richardson nel 1740. Il romanzo racconta l’ascesa sociale di una giovane donna povera ma virtuosa, che dopo molte prove riesce a sposare il suo datore di lavoro. Il successo fu enorme e aprì la strada a una nuova forma di narrativa sentimentale.
A questa tradizione si affiancarono poi i romanzi di Jane Austen, che introdussero una maggiore attenzione alle dinamiche sociali, alla psicologia dei personaggi e al dialogo, influenzando generazioni di autrici successive.
Il romanzo rosa in Italia: tra consenso e scandalo
In Italia il genere trova presto autrici di grande successo.
Carolina Invernizio alternò figure femminili virtuose (La trovatella di Milano) a protagoniste spregiudicate, seducenti e manipolatrici (Lara, l’avventuriera), introducendo elementi gotici e soprannaturali che conquistarono un vasto pubblico.
Ma la figura più radicale fu Mura, pseudonimo di Maria Assunta Giulia Volpi Nannipieri. Le sue opere affrontarono temi considerati scandalosi per l’epoca: relazioni tra donne, amori interrazziali, desiderio femminile esplicito. Alcuni suoi libri vennero sequestrati dal regime fascista, e l’autrice fu sottoposta a sorveglianza politica.
Accanto a queste voci più provocatorie, emerse anche Liala, amatissima dal grande pubblico. Con decine di romanzi pubblicati e milioni di copie vendute, incarnò per decenni l’immaginario romantico italiano, dimostrando la straordinaria forza commerciale del genere.
L’era degli Harmony e la serialità
Dopo una fase di flessione negli anni Sessanta e Settanta, il romanzo rosa tornò prepotentemente al centro del mercato negli anni Ottanta con la nascita della collana Harmony. Il nome è il risultato della crasi tra le due case editrici in collaborazione, Mondadori e Harlequin.
Romanzi brevi, seriali, riconoscibili, distribuiti nelle edicole: un modello industriale preciso, che ha reso il romance uno dei generi più venduti e longevi della narrativa popolare.
Dagli anni Novanta al nuovo millennio
Negli anni Novanta si afferma la chick lit, con protagoniste ironiche e indipendenti, alle prese con carriera e relazioni. A metà anni Duemila, invece, il successo globale di Twilight inaugura una nuova stagione dominata dal paranormal romance e da storie più cupe e tormentate, che aprono la strada a fenomeni come Cinquanta sfumature di grigio.
Il romance oggi: self-publishing e nuovi percorsi
Oggi il romanzo rosa è uno dei generi più forti nell’autopubblicazione.
Molte autrici hanno costruito il proprio pubblico fuori dai circuiti tradizionali, per poi essere intercettate dagli editori, o scegliere consapevolmente di restare indipendenti.
In Italia, esempi come Anna Premoli o Amabile Giusti mostrano quanto il romance sia un terreno fertile di sperimentazione editoriale e imprenditoriale.
I sottogeneri del romance
Il romanzo rosa non è mai stato un contenitore statico. Al contrario, si è moltiplicato in una vasta gamma di sottogeneri, spesso contaminati tra loro. Tra i più diffusi troviamo:
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rosa storico, ambientato in epoche passate
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rosa contemporaneo, collocato nel presente
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chick lit, con protagoniste giovani donne alle prese con lavoro e sentimenti
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romantic suspense, dove l’amore convive con il thriller
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paranormal romance, che introduce elementi soprannaturali
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sport romance, ambientato nel mondo sportivo
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rosa erotico, da non confondere con l'erotico, poiché la storia d'amore rimane al centro della narrazione
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young adult romance, rivolto a lettori giovani ma spesso trasversale
Questa frammentazione è uno dei motivi della vitalità del genere: il romance si adatta facilmente ai gusti e ai bisogni di pubblici diversi.
Consigli pratici per chi vuole scrivere un romanzo rosa
Il punto non è imitare una formula, ma, come abbiamo detto all'inizio, restituire coerenza e senso di appagamento.
Studia le regole, rispettale, e poi trova la tua voce. Nel romanzo rosa, più che in altri generi, l’emozione funziona solo se è sostenuta da una struttura solida. L’amore può essere eterno, ma la scrittura no: va costruita con cura, consapevolezza e mestiere.