Show don’t tell: non solo narrativa
“Show don’t tell” è forse una delle espressioni più ripetute nei corsi di scrittura creativa, spesso come una regola assoluta, quasi un dogma.
“Show don’t tell” è forse una delle espressioni più ripetute nei corsi di scrittura creativa, spesso come una regola assoluta, quasi un dogma.
La prima cosa da sottolineare è che non è un semplice resoconto di luoghi visitati, ma è un viaggio interiore attraverso il mondo.
Al di là delle infinite varianti, esistono due pilastri che non vengono mai meno:
La quarta di copertina viene spesso confusa con altri paratesti come la sinossi, la seconda e la terza di copertina, la descrizione di Amazon e altre piattaforme digitali. È molto importante capire cosa la differenzia da questi elementi per poterla costruire in modo efficace e strategico.
A proposito di romanzi, Hemingway diceva:«I sette ottavi di ogni parte visibile sono sempre sommersi. Tutto quel che conosco è materiale che posso eliminare, lasciare sott’acqua, così il mio iceberg sarà sempre solido. L’importante è quel che non si vede».
Il dialogo, in letteratura, è molto più di un semplice scambio di battute: attraverso le conversazioni, i personaggi prendono vita e carattere, il lettore ha la possibilità di conoscerli meglio, di scoprire sfumature nascoste della loro personalità e del loro vissuto e di affezionarsi in modo spontaneo e coinvolgente.