Show don’t tell: non solo narrativa
“Show don’t tell” è forse una delle espressioni più ripetute nei corsi di scrittura creativa, spesso come una regola assoluta, quasi un dogma.
Fare editing non significa stravolgere il tuo libro. Significa annaffiare con acqua buona ciò che hai seminato in fase di stesura per farlo sbocciare al massimo del suo potenziale. Qui si offre professionalità e attenzione alla persona, guidandoti in questo processo con cura e rispetto per la tua voce.
Mi chiamo Federica Ooyen e sono un’editor specializzata in saggistica e narrativa di viaggio.
In particolare mi occupo di autobiografie e testi di self-help.
Se hai un manoscritto in cantiere, contattami e prenota una prima consulenza scrivendo a federicaooyen@gmail.com
“Show don’t tell” è forse una delle espressioni più ripetute nei corsi di scrittura creativa, spesso come una regola assoluta, quasi un dogma.
La prima cosa da sottolineare è che non è un semplice resoconto di luoghi visitati, ma è un viaggio interiore attraverso il mondo.
Al di là delle infinite varianti, esistono due pilastri che non vengono mai meno:
La quarta di copertina viene spesso confusa con altri paratesti come la sinossi, la seconda e la terza di copertina, la descrizione di Amazon e altre piattaforme digitali. È molto importante capire cosa la differenzia da questi elementi per poterla costruire in modo efficace e strategico.
A proposito di romanzi, Hemingway diceva:«I sette ottavi di ogni parte visibile sono sempre sommersi. Tutto quel che conosco è materiale che posso eliminare, lasciare sott’acqua, così il mio iceberg sarà sempre solido. L’importante è quel che non si vede».
Il dialogo, in letteratura, è molto più di un semplice scambio di battute: attraverso le conversazioni, i personaggi prendono vita e carattere, il lettore ha la possibilità di conoscerli meglio, di scoprire sfumature nascoste della loro personalità e del loro vissuto e di affezionarsi in modo spontaneo e coinvolgente.
Se è vero che oggi grazie al self-publishing è possibile essere editori di sé stessi, è anche vero che nessuno può editarsi in autonomia. Nemmeno gli scrittori più esperti del mondo.
La parola “incipit” deriva dalla terza persona singolare del verbo latino incipĕre, letteralmente significa “incomincia”.
La parola “autobiografia” deriva dal greco αὐτός (egli stesso), βίος (vita) e γραϕία (scrittura). Si tratta, quindi, di un rendiconto scritto della propria vita, o di parte di essa, elaborato dall’autore in prima persona.